Scritto da: Dott.ssa Alessandra De Marco – Pedagogista

La nascita di un bambino o di una bambina è un atto creativo, non solo perché porta effettivamente a generare una nuova vita ma anche perché, come abbiamo visto negli articoli precedenti, smuove dei grandi cambiamenti che coinvolgono sia la sfera esteriore (come ad esempio il corpo o la casa) che quella interiore (emozioni, percezione e ridefinizione di sé e dei propri ruoli) e che hanno influenza poi nelle relazioni con gli altri.

Attorno al primo trimestre di gravidanza poi si avvia un processo immaginativo molto importante che prende il nome di “rappresentazione materna: la donna che sta diventando mamma immagina come sarà il suo bambino o la sua bambina, fisicamente e caratterialmente e come sarà lei come madre. La sua esperienza come figlia e come osservatrice all’interno del suo contesto fa si che la donna arrivi a costruire una propria cornice di riferimento su “come vorrebbe essere madre” e a vivere intensamente queste fantasie durante la gravidanza.

Tale lavoro immaginativo è importante in quanto può aiutare la madre a vivere un’esperienza finzionale, ovvero una esperienza che affonda le radici nella vita della persona e che ad essa vuole tornare. A differenza della vita reale però tale esperienza non possiede il carico emotivo e la drammaticità di quest’ultima; è in pratica uno spazio protetto e provvisorio dove poter sperimentare diverse possibilità, il suo nuovo ruolo, costruire scene di lei con il bambino, immaginare la loro relazione.

Allo stesso tempo è necessario però essere consapevoli di quanto questo lavoro di immaginazione possa venire influenzato dall’esterno: aspettative di parenti, amici e persone importanti per la donna, messaggi che arrivano dai media, esperienze di altre persone possono influenzare consciamente e inconsciamente. Oggi la tendenza mediatica è quella di far vedere esclusivamente una maternità dolce, accogliente, morbida, con mamme snelle e bambini sorridenti e questo potrebbe portare a costruire un’ideale di sé come madre e del proprio bambino irrealistico. La maternità può essere anche quello che viene rappresentato nelle pubblicità e nelle pagine social ma non solo.

Il momento della nascita rappresenta l’incontro tra ciò che è stato tanto pensato, immaginato, sognato e costruito con la mente e la realtà: la madre e il bambino o la bambina si ritrovano pelle a pelle e da quel momento riprendono a conoscersi in una maniera diversa rispetto ai circa nove mesi appena passati. È probabile che la madre si renderà conto che il bebè in carne ed ossa è solo vagamente simile a come lo aveva immaginato e che anche lei potrebbe rispondere a delle situazioni in maniera diversa da come si aspettava in precedenza. Ciò non significa che sia una mamma meno attenta o “sbagliata”: la madre e il bambino o la bambina nei primi momenti di vita insieme imparano a conoscersi e a costruire insieme la relazione e come in tutte le relazioni non sempre è facile trovare subito una sintonia.

È importante sottolineare il valore della co-costruzione della relazione: i bambini, infatti, alla nascita non sono una “tabula rasa” come si è pensato per molto tempo; hanno un loro temperamento e ognuno risponde in maniera diversa alle situazioni (ci sono ad esempio bambini che danno l’impressione di piangere poco, altri che piangono tanto, qualcuno sembrerà più agitato e qualcun altro più calmo, c’è a chi non piace essere cambiato e chi starebbe sempre senza vestiti e così via…). Proprio per questo motivo si parla di co-costruzione, anche i bambini partecipano in maniera attiva alla costruzione delle relazioni insieme agli adulti di riferimento.

Come tutti gli altri apprendimenti ai quali la vita ci sottopone anche la maternità è un banco di prova nel quale è praticamente impossibile non commettere errori. Dopo un primo momento di conoscenza e di assestamento e di costruzione di una nuova routine, la mamma e il suo bambino riusciranno a co-costruire un proprio equilibrio.

Bigliografia:

Mamme e poi? Ritrovare sè stesse dopo il parto – Jolanda Stevani

Re inventare la famiglia – A cura di Laura Formenti

– https://www.centrostudiriccardomassa.it/index.php/riccardo-massa/premessa-pedagogica

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