Diventare madre è un viaggio che parte dal non essere ancora madre e arriva all’accoglienza di un altro da sé. Questo processo è generativo e coinvolge non solo le donne ma tutte le persone che, nel corso della propria vita, attuano un processo di creazione e produzione, come ad esempio un progetto, un’idea, la costruzione della propria casa, eccetera.

Oggi mi soffermerò a riflettere sulla maternità intesa come quel viaggio verso la nascita di un nuovo essere umano e di una nuova identità, quella materna. Nel corso di questo viaggio le strade che si incontrano e che si possono prendere sono infinite: infatti per quanto la gravidanza possa presentare alcune caratteristiche comuni a tutte le donne, in realtà è un momento personale che è estremamente soggettivo.

Un’esperienza comune a tutte è l’attesa. Il tempo, che sia scandito in mesi o in settimane, assume un ruolo di contenitore, di limite entro il quale è necessario stare e che invita a un grande esercizio di pazienza e accettazione; non si può accelerare né rallentare.

In questo viaggio i cambiamenti sono i protagonisti più evidenti: cambia il corpo, che ci da dimostrazione della grande elasticità che da sempre possediamo, e con lui cambia anche la mente: si iniziano infatti ad avere pensieri nuovi e nuove aspettative su come sarà il nascituro, su come la donna sarà come madre, sulla relazione che nascerà tra i due.

È in questo contesto che si sviluppa anche una nuova personalità: quella genitoriale, l’essere ma soprattutto il sentirsi madre. Difatti la gravidanza non è soltanto un percorso verso la nascita di un figlio ma anche verso la nascita di un genitore, che prende forma, giorno dopo giorno, insieme al suo bambino. Per una donna diventare madre significa anche entrare in una nuova fase della vita, cambia infatti anche il suo ruolo all’interno del sistema generazionale e questo può provocare una sensazione di disorientamento. È necessario quindi del tempo per la riorganizzazione della propria identità. Si tratta di un grandissimo cambiamento, paragonabile solo allo sviluppo nella prima infanzia e nel corso della pubertà

Nella formazione della propria identità genitoriale si pongono anche le radici della relazione educativa la quale inizia a definirsi già durante la gravidanza (bonding1) e sboccia poi nel primo contatto pelle a pelle, sguardo a sguardo, con il nascituro. Una relazione che riaccoglie dopo la separazione della nascita e nella quale inizia a svilupparsi fin da subito una comunicazione fatta inizialmente di riflessi, versi e gesti che lasceranno presto spazio ai movimenti intenzionali e alle parole, una relazione nella quale le esperienze vissute nella gravidanza assumono un significato nuovo. Ogni donna sviluppa uno stile materno proprio che viene influenzato da diversi fattori quali ad esempio le aspettative che nutre nei suoi confronti e in quelli del bambino, credenze e valori, rappresentazioni sociali e, per riassumere, all’educazione ricevuta dalla propria famiglia di origine

Proprio come in un viaggio anche la gravidanza si compone di tappe.

Il corso dell’esistenza è scandito dal raggiungimento di tappe cruciali, nelle quali hanno luogo importanti crisi trasformative; una delle quali è senza dubbio la maternità”.

Ogni tappa può divenire un’occasione di osservazione su quanto vissuto personalmente, sulle esperienze fatte, su sensazioni significative che sono utili per comprendere in quale direzione volgere le azioni future. Ogni tappa ci permette quindi di dare una direzione a quella successiva e significato a quella precedente, prima e dopo la nascita del bambino. Questo lavoro di osservazione e riflessione può permettere alla madre di affrontare le tappe della sua gravidanza e della sua elaborazione di una nuova identità con maggiore consapevolezza.

1 Significa legame, attaccamento, attraverso il quale si stabilisce un’unione intima tra madre e bambino

Bibliografia:

Concepire la nascita. L’esperienza generativa in prospettiva pedagogica – Elisabetta Musi

Bricolage educativi. Verso una teoria e una pratica pedagogica con la genitorialità – Maria Gaudio

– Idee per una pedagogia della gravidanza, nel parto e nel post partum – Tania Terlizzi

Mamme e poi? Ritrovare sè stesse dopo il parto – Jolanda Stevani

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